venerdì, luglio 27, 2012

NOTIZIARIO ON-LINE SINDACATO CULTURA LAVORO N. 77/2012 DEL MESE DI LUGLIO 2012

APPELLO CONTRO LA SOPPRESSIONE

DELL'ICBSA (EX DISCOTECA DISTATO)

 

L'Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (ICBSA) è stato soppresso con il decreto legge 95 del 6 luglio 2012. L'Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA), già storica Discoteca di Stato- Museo dell'Audiovisivo, non c'è più

CHIEDIAMO

Perché nel testo di un dispositivo legislativo finalizzato a reali risparmi a livello nazionale viene espressamente nominato un Istituto storico, unico nel nostro paese, che non ha auto blu, non effettua alcuno spreco di denaro pubblico, con un budget ridotto a livelli di sussistenza?

Perché contemporaneamente si ritiene di istituire un nuovo organismo di Istituto Centrale Sperimentale di cinematografia  i cui costi prevedibili saranno incomparabilmente maggiori per le pubbliche finanze e che nulla hanno a che vedere con la tutela e la valorizzazione della nostra memoria sonora ed audiovisiva?

Perché il Ministero per i Beni e le Attività Culturali negli ultimi 10 anni ha promesso uno sviluppo dell'ICBSA (già Discoteca di Stato-Museo dell'Audiovisivo) spendendo milioni di euro per la nuova sede dell'Istituto a Palazzo della Civiltà Italiana all'EUR e ne cancella oggi le attività in modo immotivato ?

Perché non si considerano le funzioni, le competenze e le iniziative svolte dall'Istituto Centrale , tutte verificabili e riconosciute, ed alcune delle quali essenziali come il Deposito Legale dei beni sonori ed audiovisivi  (L. 106 del 2004)?

Perché si annullano decine di collaborazioni con università, enti ed istituzioni culturali, anche a livello internazionale, a cui l'ICBSA ha sempre dato una disponibilità istituzionale, culturale e civile non comuni ?

Perché dimenticare uno straordinario patrimonio di quasi 500.000 supporti che mai come oggi riveste una specificità e un interesse, peraltro segnalato, a suo tempo, anche dall'Unesco nel progetto Memoria del mondo"?

Chi e come assolverà ai compiti di tutela e valorizzazione del patrimonio sonoro ed audiovisivo vista la soppressione dell'Istituto e la legittima vocazione cinematografica del nuovo Istituto Centrale?

Sono alcune domande per le quali si attende una risposta.

La convinzione è che la soppressione dell'ICBSA sia un nuovo, grave colpo alla conservazione della memoria ed alla diffusione della cultura nel nostro Paese.

Sottoscrivere questo documento sarà  un aiuto per richiedere la revisione del decreto di soppressione

PER SOTTOSCRIVERE L'APPELLO INVIATE UNA E-MAIL ALL'INDIRIZZO:

nonchiudiamoicbsa@yahoo.it

CON ALL'OGGETTO "SOT-TOSCRIZIONE APPELLO" E NEL TESTO NOME E COGNOME O NOME DELL'ISTITUZIONE, ENTE, ASSOCIAZIONE CHE SI RAPPRESENTA.

Seguono firme

 

 

NOTIZIARIO ON-LINE SINDACATO CULTURA LAVORO N. 77/2012 DEL MESE DI LUGLIO 2012

VALORIZZAZIONE:

SI VOLTA PAGINA CON L'ARRIVO DI ANNA MARIA BUZZI

IN SOSTITUZIONE DI MARIO RESCA

 

Nella riunione tenutasi il giorno 24/07/2012 presso la Biblioteca del Ministero, il Direttore Generale della Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, Dott. Mario Resca ha ufficializzato che dal prossimo 5 agosto lascerà la guida della Direzione Generale e sarà sostituito dalla Dott.ssa Anna Maria Buzzi.

Ricordiamo che nel luglio 2009 allorquando ci fu la nomina del Dott. Mario Resca – Ex Manager del Mec-Donald's – fortemente voluta dall'allora Ministro Bondi, enorme era lo scetticismo da parte di tutti in merito alla sua nomina, lui stesso a suo tempo dichiarò di non saper nulla di musei ed aree archeologiche.

Gli diamo atto di non aver prodotto danni. In merito al "lavoro eccellente", francamente è difficile concretizzare le "molte diversità positive" che gli si attribuiscono.

Resca ha valorizzato ben poco e a conferma di questo parlano i fatti.

Nessun boom di visite nei musei, tranne che nei pomposi comunicati ministeriali realizzati ad hoc senza che nessuno potesse realmente verificare quei dati che puntualmente venivano gonfiati e che contenevano anche una marea di biglietti omaggio che tutto si può dire ma non possono certamente essere considerati ingressi validi ai fini del conteggio dei reali visitatori.

Quali sono i risultati di Resca per esempio se andiamo a parlare di merchandi-sing?

Nessuno, i nostri musei non vivono e quindi continuano ad essere poco frequentati, all'interno di essi solo paccottiglia e solo qualche bel catalogo d'arte (ovviamente opera di privati).

Che fine hanno fatto tutti quei trionfalistici progetti sul merchandising (alcuni costati pure diverse migliaia di euro) fatti anche con la fallimentare Arcus ? Ben venga quindi che Resca abbia lasciato il suo posto ad Anna Maria Buzzi, siamo certi che con la sua esperienza al Mibac saprà rilanciare e valorizzare veramente il nostro Patrimonio culturale facendolo tornare a capeggiare nel mondo e portando alle casse dello Stato quella linfa che  i nostri beni culturali, il nostro"petrolio" inestratto può certamente offrire.

La dott.ssa Buzzi conosce perfettamente le tecniche per far vivere i nostri musei, siamo sicuri che d'ora in poi torneranno ad essere frequentati e non assisteremo più a spettacoli di musei deserti ausilio solo di qualche scalmanata scolaresca in visita.

Siamo perplessi riguardo alle critiche che la UIL fa in merito alla scelta della dott.ssa Anna Maria Buzzi che opera da giovanissima nell'Amministrazione dei beni culturali dall'età di 20 anni, dapprima come restauratrice di libri e successivamente, partecipando a vari concorsi, scala tutti i gradi dell'Amministrazione dirigendo dapprima la Divisione formazione nella Direzione generale del personale, successivamente, in qualità di dirigente archivista di stato, coordina presso la Direzione generale degli archivi il Servizio Ispettivo.

Assume poi l'incarico di dirigente del Segretariato generale dal 2001 al 2004 e coordina l'attività internazionale dell'Amministrazione in qualità di Autorità nazionale presso la Comunità Europea per la restituzione dei beni culturali illecitamente esportati. In quegli anni inizia ad occuparsi degli incentivi fiscali

riservati a coloro che investono in cultura.

Profonda conoscitrice delle problematiche amministrative nonché della organizzazione e delle dinamiche del Ministero, approfondisce la conoscenza di numerosi settori e, in particolare, quello dell'economia della cultura.

Ad esso ha dato negli anni un significativo apporto di studio e di gestione, partecipando, a livello divulgativo, a trasmissioni radiofoniche e televisive sui consumi culturali, e consapevole del ruolo fondamentale che gli investimenti privati possono rivestire nel settore dei beni e delle attività culturali, ha pubblicato, inoltre, Investire in cultura", una Guida alle agevolazioni fiscali, indirizzata alle aziende che investono in beni culturali e nello spettacolo.

Durante la sua attività lavorativa si è impegnata a consentire una maggiore accessibilità dei luoghi culturali statali alle persone diversamente abili, coinvolgendo altresì il mondo del volontariato, del quale è una profonda conoscitrice, avendo anche pubblicato due libri sulla tematica del volontariato nei beni culturali per l'ultimo dei quali è stata insignita del premio alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell'anno 1998.

Le sue capacità manageriali, affinate in tanti anni di attività nel Ministero, l'hanno portata ad assumere nel 2004 le funzioni di dirigente generale,  dapprima di staff al Gabinetto e poi al Segretariato Generale  con l'incarico di approfondire le tematiche in materia di marketing e di promozione dell'immagine dei beni e delle attività culturali.

Successivamente è stata componente del Servizio di Controllo Interno e a seguire Direttore dell'Organismo Indipendente di Valutazione della Performance, struttura di nuova istituzione deputata a traghettare le Amministrazioni pubbliche verso un concetto di trasparenza dell'attività amministrativa e di rendicontazione sociale.

Dal 6 agosto 2012 assume l'incarico di direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, una direzione trasversale a tutti i settori dell'amministrazione che richiede conoscenza dell'apparato, competenze strategiche e gestionali, imprenditorialità e creatività.

Per le sue particolari competenze professionali e di conoscenza dell'apparato della pubblica amministrazione, nel 2011 è stata nominata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri componente del Comitato dei garanti dei dirigenti pubblici in materia di responsabilità dirigenziali.

A nostro avviso la Dott.ssa Anna Maria Buzzi, rappresenta una significativa presenza per le qualità e le esperienze maturate nel tempo.

In merito alle voci che corrono sull'opportunità di un accorpamento della Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale e la Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee, riteniamo invece possa essere più opportuno e congruo l'accorpamento della Direzione Generale del Cinema e dello spettacolo dal vivo.

Sembra opportuno inoltre ricordare che non si possano cancellare con un colpo di spugna nomine di dirigenti poco simpatici, è possibile solo se, così come previsto dalla spending review si ponesse in essere una riorganizzazione del ministero

NOTIZIARIO ON-LINE SINDACATO CULTURA LAVORO N. 77/2012 DEL MESE DI LUGLIO 2012

RICORSO CONTRO LA RITENUTA DEL 2,50% SULL'80% DELLA RETRIBUZIONE PREVISTA ALL'ART 37 DEL DPR N. 1032/1973

 

Pervengono allo scrivente Coordinamento Nazionale numerose richieste di chiarimenti ed iniziative intraprese in merito al ricorso contro la ritenuta del 2,50% sull'80% della retribuzione prevista all'art 37 del DPR n. 1032/1973 e tal fine si comunica che la Federazione Confsal-Unsa, sentito il parere dell'Ufficio Legale e valutate le questioni organizzative, ha deciso di intraprendere la strada del ricorso a cui lo scrivente Coordinamento Nazionale ha inteso aderire. Pertanto, l'iniziativa di cui sopra si articolerà nel seguente modo: Sarà presentata una singola Class Action da parte del Segretario Generale della Federazione Confsal-Unsa, quale legale rappresentante presso il foro di Roma. A tal fine si allega "atto di dichiarazione e conferimento" da compilare e sottoscrivere in virtù del quale lo scrivente attiverà l'azione di classe che, se superato il giudizio di ammissibilità, darà possibilità con un semplice "atto di adesione" (che si allega anch'esso e che sarà successivamente depositato) di prendervi parte e veder così tutelati i propri diritti con risparmi notevoli di tempo e denaro. Contestualmente alla sopra indicata iniziativa, la Federazione Confsal-Unsa presenterà ricorsi davanti al giudice ordinario, territorialmente competente su base circondariale. In tal caso, questo Coordinamento collazionerà i rispettivi mandati raccolti dagli iscritti, dividendoli su base circondariale e consegnandoli alla Segreteria generale. A tal fine, sin d'ora, alleghiamo mandato ad litem che deve essere debitamente compilato e sottoscritti dinanzi ad un nostro rappresentante sindacale e autenticate nei modi di legge. La documentazione da allegare e copia del documento di identità e una o più buste paga a campione dal 1.1.2011 ad oggi per dimostrare la ritenuta e il rapporto di servizio. Sarà cura della Segreteria generale della Federazione Confsal-Unsa unire i mandati così consegnati da ogni Coordinamento, affidandoli per ogni provincia ad un avvocato domiciliatario che si occuperà della presentazione del ricorso. L'iniziativa è in favore dei soli iscritti alla Federazione Confsal-Unsa. Il costo pro capite è di € 30,00 onnicomprensivo per tutte le fasi della procedura, per coprire le spese di domiciliazione e organizzative di una procedura nazionale, articolata su base circondariale. Si fa presente che, in caso di esito positivo della controversia, il beneficio per l'interessato varia, a seconda della sua fascia retributiva, da un minimo di 30,00 € fino a 60,00 € al mese, da calcolarsi a decorrere dal 1 gennaio 2011. Pertanto, avendo questo Coordinamento aderito all'iniziativa, invita tutti i responsabili locali ad attivare le conseguenti azioni organizzative interne al fine di darne la massima diffusione, affinché venga esplicitata correttamente la raccolta dei mandati e delle relative quote di partecipazione direttamente presso la sede del Coordinamento Nazionale. Si inviano in allegato la documentazione di cui sopra da far compilare e sottoscrivere agli interessati in propria presenza, in modo da risolvere, in un solo momento, la fase della raccolta dei mandati. Gli interessati potranno aderire all'iniziativa legale, sottoscrivendo i mandati e saldando la corrispondente quota di partecipazione che dovrà essere inviata contestualmente ai plichi tramite assegno bancario o bonifico bancario intestato a:

Federazione Confsal Unsa - Coordinamento Nazionale Beni Culturali sul conto corrente BNL n. 3292 - IBAN: IT47I0100503393000000003292

Lo scrivente Coordinamento, dopo aver ricevuto la documentazione di cui sopra e il relativo importo suindicato, provvederà alla consegna direttamente alla Segreteria Generale, entro il 20 settembre 2012 dividendoli nel seguente modo: prima raccolta: "dichiarazione e conferimento incarico" e "atto di adesione" per la Class Action, divisi per provincia.

seconda raccolta: mandati ad litem per il ricorso ordinario, divisi per provincia, e dichiarazione reddituale ai fini dell'esenzione dal contributo unificato.

Gli allegati sono scaricabili dal nostro comunicato n. 45 pubblicato sul nostro sito www.unsabeniculturali.it

NOTIZIARIO ON-LINE SINDACATO CULTURA LAVORO N. 77/2012 DEL MESE DI LUGLIO 2012

Restauro del Colosseo: si parte il 31 luglio 2012

Sintesi della situazione allo stato attuale e nostre considerazioni

 

Un annuncio in pompa magna quello fatto dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, con una location ad effetto e di tutto rispetto (la terrazza del Pincio) in occasione della presentazione della lista civica che lo sosterrà alle prossime elezioni.

Stiamo parlando del restauro del Colosseo (o meglio, dell'Anfiteatro Flavio), che dopo mesi di dispute vedrà inizio il 31 luglio 2012.

Il restauro, così com'è noto, sarà sponsorizzato dall'imprenditore Diego della Valle e tale intervento privato ha suscitato nel tempo numerose perplessità e polemiche da più fronti, comprese alcune associazioni di consumatori, ma anche da parte di chi scrive.

Infatti, l'accordo concede a Diego della Valle, in cambio di un finanziamento di 25 milioni Iva inclusa, l'esclusiva per 15 anni sul logo del monumento simbolo dell'Italia nel mondo.

Sempre per la cronaca, i tempi per la conclusione dei lavori si stima saranno di circa 24-36 mesi per ciascun cantiere, ovvero un totale di sei.

I primi tre cantieri si occuperanno della sostituzione dell' attuale sistema di chiusura delle arcate perimetrali (fornici), del restauro dei prospetti settentrionale e meridionale, del restauro degli ambulacri.

Il Centro servizi, invece, sarà di 1600 mq., posizionato nella parte sud-ovest del Colosseo e consentirà di portare all'esterno attività di accoglienza, biglietteria, bookshop e servizi igienici.

Durante i lavori di restauro, sulle recinzioni, sono previsti pannelli di due metri che potranno contenere pubblicità.

Per quanto riguarda le possibili attività culturali all'interno dell'Anfiteatro Flavio (il set di un film o un concerto) sara' la Soprintendenza a vagliare la richiesta.

Per quanto ci riguarda, la nostra è una soddisfazione a metà perché, se da un lato finalmente potranno partire dei lavori di restauro importanti per questo monumento (bisogna considerare che erano 73 anni che non si faceva un restauro organico dell'Anfiteatro Flavio), la modalità scelta,

ovvero la sponsorizzazione, manifesta a nostro avviso una grave lacuna del MiBAC ed un pericoloso precedente.

In buona sostanza, se si è arrivati a chiedere l'intervento di un privato per risollevare le sorti di un bene pubblico ( o meglio, di un bene dell'umanità), non c'è da stare molto allegri ed il rischio esternalizzazione è alle porte.

Purtroppo il discorso arriva al Colosseo ma parte da lontano, figlio di una politica sterile che negli ultimi anni ha voluto sminuire il ruolo del settore pubblico, anche in termini di finanziamenti, favorendo il graduale inserimento dei privati.

La stessa "privatizzazione del pubblico impiego" è figlia di una mentalità analoga che ha voluto ridurre il ruolo dei pubblici dipendenti, paragonandoli ai lavoratori del settore privato ( senza nulla togliere a quest'ultimi), dimenticandosi del ruolo di servitori dello Stato che sempre li ha contraddistinti.

Il tutto, peraltro, senza dare nulla in cambio, anzi, togliendo quelle poche certezze che l'impiego statale dispensava e creando una situazione vessatoria e di precariato nei confronti di questa categoria di lavoratori.

In buona sostanza, le misure inique che si stanno abbattendo sul pubblico impiego non lasciano ben sperare e ci uniamo al grido di allarme della nostra Confederazione che non lascerà nulla di intentato.

Tornando al nostro settore, i Beni Culturali, ribadiamo la nostra piena contrarietà a qualsiasi forma di intervento privato e chiediamo a gran voce una maggiore attenzione del Governo e del mondo politico ai problemi legati alla cultura, che necessita non di annunci ad effetto ma di sostanziali cambiamenti ed interventi che possono essere possibili con cospicui finanziamenti che, ribadiamo, devono essere pubblici perché pubblici sono i beni da conservare e tutelare.

Giuseppe Urbino